dunque in realtà uno stato a parte unica.
In
assenza dei dati affidabili ufficiali, secondo il world Factbook (CIA),
i vari gruppi di popolazioni si ripartivano tra il 60% métisses mori e
nere, il 31% di etnie more ed il 33% di etnie nere.
Le
tribù more dell'est del paese, dette arabi nel gergo locale, comportano
un'ibridazione importante. Benché una grande maggioranza della
popolazione sia d'origine piuttosto africana e non sémitique ma che
parla l'Arabo, la Mauritania fa parte “della lega araba„.
Sembra
che l'acculturazione delle popolazioni che abitano questo territorio
prodotta dalla islamisation e l'insegnamento dell'Arabo ha condotto ad
una confusione d'identità nella coscienza collettiva di questa giovane
nazione, confusione tra da un lato lingua liturgica e pratiche
religiose e dall'altro identità etnica e tradizioni ancestrali.
La
schiavitù è stata ufficialmente abolita a quattro riprese (l'ultima
volta nel 1980, con un successo mitigato) ma le segregazioni razziali,
tribali o di casti vi esistono.
La
Mauritania si è attirata i fulmini di alcuni paesi arabi stabilendo in
questi ultimi anni relazioni diplomatiche con Israele, in un tentativo
timido di normalizzazione ed apertura esterna (il paese non ha alcuna
vertenza con Israele e prova anche a forgiare un'alleanza strategica
con gli USA). Questa scelta di politica estera, resta il meno compresi
ed il più contestato dall'opinione pubblica del paese, sempre una
repubblica “islamica".
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